quando sentiamo quell'aria di berlino anche se stiamo a roma est
quando calpestiamo la pioggia
quando l'inverno ci accompagna ad ogni passo
in tutti i miei ricordi con te c'è sempre la luce e il tepore del sole
mercoledì 30 novembre 2011
circonvallazione casilina
lunedì 28 novembre 2011
"se non succede niente, non succede niente" esordì così,
poi non disse più una parola.
Le ultime frasi cambiano sempre, a seconda del grado di sensibilità.
La scenografia è sempre la stessa: muri intrisi di disinfettante e lacrime gettate lì da qualche parente.
Nei corridori solo silenzio, intervallato dal rumore della luce al neon e lo strusciare di quelle brutte scarpe ortopediche che ricordano la mensa delle scuole elementari, il lunedì, e i minestroni transgenici.
Un uomo generalmente grasso che pulisce distrattamente il pavimento.
Il dolore di qualcuno che sta per morire si percepisce solo dallo sguardo di chi l'ha amato,
da quelle smorfie con le labbra e da quelle rughe innaturali disegnate dai pianti trattenuti.
"Cosa vuol dire se non succede niente, non succede niente?"
Silenzio.
poi non disse più una parola.
Le ultime frasi cambiano sempre, a seconda del grado di sensibilità.
La scenografia è sempre la stessa: muri intrisi di disinfettante e lacrime gettate lì da qualche parente.
Nei corridori solo silenzio, intervallato dal rumore della luce al neon e lo strusciare di quelle brutte scarpe ortopediche che ricordano la mensa delle scuole elementari, il lunedì, e i minestroni transgenici.
Un uomo generalmente grasso che pulisce distrattamente il pavimento.
Il dolore di qualcuno che sta per morire si percepisce solo dallo sguardo di chi l'ha amato,
da quelle smorfie con le labbra e da quelle rughe innaturali disegnate dai pianti trattenuti.
"Cosa vuol dire se non succede niente, non succede niente?"
Silenzio.
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mercoledì 3 agosto 2011
capelli
ci sono persone con le quali non parlo più
mi sono distratta credendo che sarebbero sempre state lì
non necessariamente accanto a me
potevano semplicemente stare
lì
fremevo nel temporeggiare
non ho ancora imparato ad accudire cose che abbiano più valore o spessore dei miei stessi capelli.
ho molte doppie punte.
mi sono distratta credendo che sarebbero sempre state lì
non necessariamente accanto a me
potevano semplicemente stare
lì
fremevo nel temporeggiare
non ho ancora imparato ad accudire cose che abbiano più valore o spessore dei miei stessi capelli.
ho molte doppie punte.
martedì 28 giugno 2011
so gone
"...avevo le scarpe troppo sporche di fango per andare in giro
ma decisi di farlo ugualmente
alla mia età non ci si può permettere di andare a casa e cambiarsi,pensai,
mi sembrava una perdita di tempo.
ero stufa di uscire con uomini che dicevano che con me era tutto giusto
non volevo più vedere i pezzettini del puzzle che si incastravano magicamente
con lui stava accadendo la stessa cosa, semplicemente senza accorgermene
non esitevano tatticismi, nè frasi da conquista.
Mi diede appuntamento in un bar, disse che non potevo sbagliarmi.
Il bar si chiamava "il bar"
bevemmo un the
la sensazione che mi dava stare con lui
potrei descriverla con un'immagine
inchiostro blu che si scioglie nell'acqua
niente emicrania
odorava di mandarino e dei capelli delle bambole che avevo quando ero piccola
prima di andare a quell'appuntamento ascoltavo un canzone che recitava così
"you're so gone, so gone"
forse era un avvertimento
non sono sempre brava a coglierli.
Qualche giorno dopo venne a prendermi a casa di mia nonna,
non viene mai nessuno a prendermi a casa di mia nonna,
ero contenta che lui lo facesse.
Andammo a casa sua, mi sentivo rilassata e imbarazzata allo stesso tempo
come se fossi divisa in due, strana sensazione
ma non sono mai stata brava nella coordinazione del corpo
figuriamoci nei sentimenti
quella sera ci baciammo
ero sempre divisa, le squadre però erano cambiate
c'era quella del "non voglio" e quella del "voglio"
la squadra del "nonvoglio" voleva che mi allontanassi, continuava a ripetermi che lui era un portatore sano di sofferenza
la squadra del "voglio" si era stanziata sulla mie labbra pronta all'attacco ,il suo grido di battaglia era GO ON!
vinse la seconda squadra 3 a 1..."
ma decisi di farlo ugualmente
alla mia età non ci si può permettere di andare a casa e cambiarsi,pensai,
mi sembrava una perdita di tempo.
ero stufa di uscire con uomini che dicevano che con me era tutto giusto
non volevo più vedere i pezzettini del puzzle che si incastravano magicamente
con lui stava accadendo la stessa cosa, semplicemente senza accorgermene
non esitevano tatticismi, nè frasi da conquista.
Mi diede appuntamento in un bar, disse che non potevo sbagliarmi.
Il bar si chiamava "il bar"
bevemmo un the
la sensazione che mi dava stare con lui
potrei descriverla con un'immagine
inchiostro blu che si scioglie nell'acqua
niente emicrania
odorava di mandarino e dei capelli delle bambole che avevo quando ero piccola
prima di andare a quell'appuntamento ascoltavo un canzone che recitava così
"you're so gone, so gone"
forse era un avvertimento
non sono sempre brava a coglierli.
Qualche giorno dopo venne a prendermi a casa di mia nonna,
non viene mai nessuno a prendermi a casa di mia nonna,
ero contenta che lui lo facesse.
Andammo a casa sua, mi sentivo rilassata e imbarazzata allo stesso tempo
come se fossi divisa in due, strana sensazione
ma non sono mai stata brava nella coordinazione del corpo
figuriamoci nei sentimenti
quella sera ci baciammo
ero sempre divisa, le squadre però erano cambiate
c'era quella del "non voglio" e quella del "voglio"
la squadra del "nonvoglio" voleva che mi allontanassi, continuava a ripetermi che lui era un portatore sano di sofferenza
la squadra del "voglio" si era stanziata sulla mie labbra pronta all'attacco ,il suo grido di battaglia era GO ON!
vinse la seconda squadra 3 a 1..."
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lunedì 30 maggio 2011
adesso
per oggi e per sempre
per ora
per me
hanno lo stesso significato
per ora
per me
hanno lo stesso significato
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giovedì 26 maggio 2011
matrimonio interinale
Dicevi di essere stato educato alla fretta,
eri semplicemente maleducato.
Ero in quel bar marcio dove ci siamo incontrati la prima volta,
avevi ancora la barba lunga,
sembravi più intelligente con la barba lunga.
Non sapevo se saresti mai passato di lì.
Ti ho confuso con un altro,
avevate gli stessi colori
poi ho capito che da lontano,
al di là del ponte,
le persone sembrano più alte.
i miei soliti abbagli.
C'è gente,
che come te,
fa finta di pensare che l'unica soluzione sia la solitudine.
C'è gente che brama il fallimento
tu sei la gente
poi però
esistono le persone...
non mi hai lasciato niente,
neanche la possibilità che tu possa entrare dalla finestra.
eri semplicemente maleducato.
Ero in quel bar marcio dove ci siamo incontrati la prima volta,
avevi ancora la barba lunga,
sembravi più intelligente con la barba lunga.
Non sapevo se saresti mai passato di lì.
Ti ho confuso con un altro,
avevate gli stessi colori
poi ho capito che da lontano,
al di là del ponte,
le persone sembrano più alte.
i miei soliti abbagli.
C'è gente,
che come te,
fa finta di pensare che l'unica soluzione sia la solitudine.
C'è gente che brama il fallimento
tu sei la gente
poi però
esistono le persone...
non mi hai lasciato niente,
neanche la possibilità che tu possa entrare dalla finestra.
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domenica 20 marzo 2011
ingresso
è troppo tardi
per andare a vedere il terzo piano di quel brutto palazzo
è troppo tardi per riconoscerci
come abbiamo fatto quella volta
tra spazzatura e vento
è troppo tardi per sentire il tuo sudore di sensi di colpa
freddo
è troppo tardi per quei baci contaminati dal gas nella tua macchina anni novanta
è troppo tardi per scarabocchiarti le braccia
è troppo tardi per credere che la disperazione ci rende unici
è troppo darti per dirti che non so usare la punteggiatura e
che queste sono tutte domande.
per andare a vedere il terzo piano di quel brutto palazzo
è troppo tardi per riconoscerci
come abbiamo fatto quella volta
tra spazzatura e vento
è troppo tardi per sentire il tuo sudore di sensi di colpa
freddo
è troppo tardi per quei baci contaminati dal gas nella tua macchina anni novanta
è troppo tardi per scarabocchiarti le braccia
è troppo tardi per credere che la disperazione ci rende unici
è troppo darti per dirti che non so usare la punteggiatura e
che queste sono tutte domande.
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lunedì 31 gennaio 2011
non andare in palestra
giuro che se fossi capace smetterei di fumare
il lunedì
per darti dei baci puliti
senza nicotina
senza paura di essere visti
senza quel sapore di addio sulla porta
e se le maniglie dell'amore si chiamano così
non vuol dire che sei grasso ,
vuol dire solo che hai dell'amore in più,
in riserva,
per me.
il lunedì
per darti dei baci puliti
senza nicotina
senza paura di essere visti
senza quel sapore di addio sulla porta
e se le maniglie dell'amore si chiamano così
non vuol dire che sei grasso ,
vuol dire solo che hai dell'amore in più,
in riserva,
per me.
domenica 23 gennaio 2011
colpi di fischietto dal lato sinistro
sono giorni che provo a ricordarmi come si fa a fischiettare.
brutta parola.fischiettare.come fan tutti.
così.per dimenticare.per far finta di niente.
per sentire quella leggerezza di cui tutti parlano.
quella leggerezza.
oramai ho capito.non sono capace.non sono più brava a fischiettare.
per far finta di niente.così.per dimenticare.come fan tutti.inconsapevoli.
brutta parola.fischiettare.come fan tutti.
così.per dimenticare.per far finta di niente.
per sentire quella leggerezza di cui tutti parlano.
quella leggerezza.
oramai ho capito.non sono capace.non sono più brava a fischiettare.
per far finta di niente.così.per dimenticare.come fan tutti.inconsapevoli.
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